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Arezzo calcio, un piano inclinato che non lascia scampo: alcuni eroi, tanti debiti, fine d'anno di passione in salsa amaranto

Solo qualche giorno fa i tifosi amaranto avevano tirato un sospiro di sollievo: il Sindaco Ghinelli che aveva fatto la sua parte, nuova proprietà (la società consortile Neos), nuovo presidente (Marco Matteoni), promesse di rilancio del progetto tecnico, tante aspettative. Nel frattempo i nuovi acquirenti scoprono la reale esposizione debitoria dell'Us Arezzo, si spaventano e arriva la doccia fredda pre natalizia: la Neos si tira indietro, le quote tornano come un boomerang a Mauro Ferretti. Matteoni (eroico) che rimane col cerino in mano e fin qui ci ha messo la faccia, ci mette anche i soldi e paga una mensilità arretrata ai giocatori che minacciano lo sciopero.

Arezzo calcio, un piano inclinato che non lascia scampo: alcuni eroi, tanti debiti, fine d'anno di passione in salsa amaranto

Caricato Giovedì 28 Dicembre 2017 in AudioNews | 110 visualizzazioni

La folle corsa contro il tempo per scongiurare il fallimento della società si apre con una riunione in Comune convocata dal Sindaco Alessandro Ghinelli: al tavolo siedono Matteoni, che conferma la volontà di acquistare l'Arezzo e andare avanti e imprenditori aretini (pare pochi e solo uno avrebbe garantito il proprio impegno). Non parla chi dovrebbe dare spiegazioni alla città e ai tifosi (Ferretti), mentre si fanno avanti e si impegnano concretamente quelli di Orgoglio Amaranto, il comitato costituito dai tifosi che detiene il 2% delle quote sociali e Museo Amaranto. L'ex presidente Roberto Cucciniello e l'attuale, Duccio Borselli, nell'appellarsi a chi ha cuore e passione per l'Arezzo, fanno di più: versano nelle casse dell’Us Arezzo 4 mila euro utili a tamponare l’emergenza fornitori, in sostanza elettricisti e agenzia di steward, che vantano crediti nei confronti della società e senza i quali al Comunale Città di Arezzo non si può giocare. Le condizioni ambientali per disputare la prossima gara contro Giana Erminio ci sarebbero, ma c'è un ma: i calciatori, che devono riscuotere una mensilità, dimostreranno attaccamento alla maglia? Raccoglieranno l'appello di Orgoglio amaranto? "Ve lo chiede il popolo amaranto di scendere in campo – dice Cucciniello – se non giochiamo sabato è la fine”. La fine. Un altro fallimento a campionato in corso del calcio ad Arezzo, con la concreta possibilità di dover ripartire dai dilettanti. Perchè intanto emergono le vere cifre dell'indebitamento, fin qui sottaciute o solo sussurrate: secondo Ferretti, che esibisce il bilancio, poco più di 600 mila euro, altri sostengono che l'esposizione dell'Us Arezzo con i fornitori e i dipendenti (anche loro, fin qui, eroici), assommerebbe a circa 2 milioni di euro. Comunque sia, ci vorrebbero spalle molto larghe, imprenditori in grado di produrre garanzie forti e concrete, chiarezza e progetti seri. Non pare questo il caso. Un piano inclinato che non lascia scampo: con tanti eroi, è vero, ma con i creditori alla porta, un conto alla rovescia verso la fine del 2017 e la fine del calcio ad Arezzo. Per un nuovo inizio, senza dubbio, ma un fine 2017 molto amaro 

 

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