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Orgoglio Amaranto lancia la campagna "L'Arezzo non muore" per sostenere l'esercizio provvisorio di U.S. Arezzo, ma da Roma Gatto rompe le uova nel paniere

Tutti vogliono il fallimento dell'Arezzo per attivare l'esercizio provvisorio e terminare il campionato. Tutti, meno uno: è Fabio Gatto di Neos Solutions. Orgoglio Amaranto, (Duccio Borselli, Roberto Cucciniello e Stefano Brandini Dini in testa) che detiene l'1% delle quote della società U.S. Arezzo, ha aperto un conto corrente per aiutare la società in vista proprio dell'esercizio provvisorio. La  campagna  "L'Arezzo non muore" in poche ore ha consentito di raccogliere il necessario per pagare la trasferta di Olbia. Per aiutare l'Arezzo si può fare un bonifico nel conto aperto da Orgoglio Amaranto: IBAN del conto intestato a Orgoglio Amaranto “L’Arezzo non muore” IT08E0848914100000000378. Per importi da 10 a 50 euro è prevista la consegna di una tessera, per quelli più alti fino ai 1.000 euro una pergamena. La raccolta fondi è fondamentale in previsione della scadenza del 15 marzo, quando il tribunale si pronuncerà sull'istanza di fallimento presentata nei giorni scorsi. Per ottenere l'esercizio provvisorio bisognerà dimostrare di avere fondi a disposizione per continuare la stagione. "Coloro che vorranno donare più di 1.000 euro - ha detto Roberto Cucciniello - saranno messi in contatto con l'amministrazione comunale che si sta muovendo per trovare imprenditori disposti ad aiutare la società". Da Roma interviene Gatto della Neos Solutions, che, attraverso un comunicato, fa sapere di ritenere sbagliata la via del fallimento e rilancia, dichiarando di voler pagare i circa 5 mila euro e di essere pronto con altre soluzioni  

Orgoglio Amaranto lancia la campagna "L'Arezzo non muore" per sostenere l'esercizio provvisorio di U.S. Arezzo, ma da Roma Gatto rompe le uova nel paniere

Caricato Martedì 27 Febbraio 2018 in AudioNews | 227 visualizzazioni

Il comunicato a firma Fabio Gatto di Neos Solutions:

"Stamattina, al mio risveglio, ho trovato sulla mia scrivania una notifica fallimentare dello Studio Associato Rossi Fratini di Arezzo per un importo pari ad euro 5.332,48. La problematica cui sto facendo fronte oggi vede le sue origini esclusivamente per mano di una cordata di persone che stanno cercando con tutti i mezzi di far fallire l’Arezzo per poterne poi entrare in possesso senza nessun tipo di velleità. Mi reputo a fronte dei fatti pertanto l’unico cretino che ha preso da una sola settimana le redini di questa società’ e che sta tentando con ogni mezzo di trovare la soluzione alle problematiche sorte. A fronte degli ultimi eventi ci tengo ad annunciuare pubblicamente che nella settimana dal 5 marzo all’ 11 marzo la situazione sarà risolta al fine di riportare l’equilibrio tanto auspicato prima dell’udienza fissata dal tribunale per il 15 di marzo. Sono pronto anche domani a saldare il debito allo Studio Rossi Fratini che tramite notifica del tribunale dichiara un fallimento per euro 5.332,48. Non più tardi della settimana scorsa, non me ne vogliate se stavolta mi permetto di fare nomi e cognomi, i signori Lorenzo Grassini e Fabrizio Lucchesi si sono esposti facendo una proposta al fine di risanare l’Arezzo Calcio e ritrattandola poco dopo con il solo scopo di prendere in giro me ma anche e sopratutto la gente di Arezzo che in questi giorni sta vivendo un malessere diffuso. Sono l’unica persona che, a differenza di chi comunica per mezzo di un telegramma le proprie dimissioni , è ancora concretamente convinta investendo anche mezzi propri, che questa società possa tornare ad avere luce noncurante di coloro che di fronte alle difficoltà hanno preferito scappare. Sono stato il solo che ha preso schiaffi, pugni e sputi dalla tifoseria, da parte della stampa, e anche il solo che ancora una volta messo dei soldi pagando degli Advisor al fine di concludere l’operazione finanziaria in essere. Chiedo ancora un pò di tempo, forza e pazienza prima dell’udienza fissata dal tribunale, garantendo che chiuderò’ l’operazione con un investitore. Ricordando a tutti che la parola “FALLIMENTO” non è sicuramente sinonimo di “SALVEZZA“, come in molti, leggendo le vicende dell’Arezzo calcio sostengono, CHIEDO una mano in primis al socio di minoranza “Orgoglio Amaranto” e alla popolazione Aretina affinché questo non avvenga. Solo se non interessa neanche a Voi rimetto tutto indietro. Diversamente continuo a lottare. O siete con me o siete con le persone come Grassini e Lucchesi che vogliono esclusivamente che l’Arezzo fallisca per fare le stesse cose che sono state fatte al Latina calcio ed ad altre Società. Sono il solo che crede che questa situazione si possa risolvere in altra maniera rispetto al fallimento. Ho già comunicato telefonicamente al Dottor Fratini e con Lui concordato un appuntamento per chiudere il debito dell’Arezzo calcio riferito all’istanza presentata prima dell’udienza fissata dal Tribunale. Penso quindi di aver dato ancora una volta prova concreta, e non le solite parole, delle mie determinazioni".

Fonte foto: pagina Facebook U.S. Arezzo

 

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